2 ago 2018

L' 'irresistibile' ondata di Soggettivismo



Riflettendo sui tempi che corrono con gli arnesi concettuali di questo blog è automatico far riferimento all'evoluzione nella nostra società della dialettica tra Soggettivismo e Oggettivismo,intese come dimensioni psicologiche e antropologiche.
In filosofia è definita Soggettivista ogni idea,dottrina o concezione che risolve la realtà delle cose in quella del soggetto pensante,senza un riscontro oggettivo sulla sua verità;anzi nel mito soggettivista prove e riscontri possono venire perfino ostacolati o disprezzati.L’insistere di ogni Soggettivismo (stoicistico o edonistico) sul modo personale di vedere o sentire le cose o interpretare la realtà al di là dei fatti o delle verità oggettive,lo pone in antagonismo con l’Oggettivismo,secondo il quale invece esiste fuori di noi una realtà (materiale o ideale) che contiene verità assolute a cui l’attività del soggetto deve subordinarsi,sia sul piano conoscitivo che su quello dell’agire.
Fin dalle sue origini nella Grecia antica,l'Oggettivismo (razionalistico o empiristico) ha avuto il dominio nel progetto e nell'evoluzione culturale della nostra società,col razionalismo oggettivo di Platone, l’empirismo oggettivo di Aristotele,e in seguito con l'empirismo di Hume,fino al il criticismo kantiano e oltre.  
Nel corso di questi millenni le incursioni del Soggettivismo nel progetto Oggettivistico hanno sempre avuto la forma di attacchi,anche distruttivi,per disarticolarlo e smantellare le leggi del pensiero e della morale dominante (come agli albori del '900 fu ampiamente spiegato nella filosofia soggettivistica nietzchiana) portando spesso verso ideologie distruttive,come quelle che produssero il fascismo e l'orrore hitleriano.Queste disavventure iniziarono con l'alterazione delle regole della rappresentanza politica nelle istituzioni della repubblica;poi si passò alla cancellazione di istituzioni chiave che,nella logica dell'Oggettivismo,sono quelle che regolano la convivenza democratica,agendo una sull'altra come contrappesi in reciproco controllo,mentre nello stesso momento veniva osannata la figura di un dittatore che,in nome del popolo.si metteva alla guida della macchina sociale.
Oggettivismo (empirista o razionalista) e soggettivismo (stoicistico o edonistico) sono due miti imperfetti,che alimentano illusioni  inconciliabili.
L'Oggettivismo vuol far credere che se raffiniamo le nostre capacità intellettive e i nostri strumenti per conoscere la vera essenza delle cose,se ci affidiamo alla conoscenza scientifica per prendere decisioni e modellare la società,il nostro mondo sarà più sicuro,solido e felice.
Il soggettivismo mette in guarda da questa visione;enfatizza la volontà,l'ardimento,il coraggio,l'eroico desiderio di riscatto dalla genuflessione davanti alle leggi della conoscenza e alle regole morali della democrazia,a favore dei bisogni dell'individuo espressi da  un dittatore che li conosce,del cameratismo tra il popolo basato su intuizioni e sensibilità condivise e messe in atto attraverso nuove pratiche morali e spirituali.
La diffusione culturale del Soggettivismo fa proliferare il populismo,lo struggimento per la difesa o la riconquista della sovranità nazionale,il decisionismo,e tutto questo a spese dei frutti dell'Oggettivismo,che sono le politiche di concertazione interna tra le parti sociali e sovranazionali tra gli stati,tendenti alla globalizzazione,come l'integrazione economica sociale e culturale tra differenti aree del mondo.
Se fossero solo due idee tra le altre,non sarebbe impensabile attendersi che individui che vivono le stesse difficoltà sociali (una sempre più iniqua distribuzione della ricchezza,una crescente disoccupazione giovanile,un impoverimento della classe media, un'allarmante calo delle nascite e un'altrettanto allarmante immigrazione di masse umane dall'Africa) possano prendere le distanze da esse,tirarsi su le maniche e  operare insieme per raggiungere il comune benessere.
In realtà accade il contrario.Le due mitologie discendono da ancestrali differenze nell'antropologia comportamentale tra gli individui,le cui visioni nelle culture di ogni società del pianeta si sono aggregate in ideologie di 'sinistra' (nelle quali prevale l'Oggettivismo) e di 'destra' (nelle quali prevale il Soggettivismo).Le due opposte visioni tacciono nei momenti di benessere e pace sociale,ma risorgono e si combattono proprio nelle fasi di prolungata crisi sociale come quella degli anni '30 del 900 e quella che stiamo vivendo oggi.
Da un ventennio in Italia si assiste a una irresistibile ascesa del Soggettivismo nella cultura e in politica.
Iniziò Silvio Berlusconi che come un eroe ‘scese in campo per rifondare la destra e 'liberare' il paese dalle mani dei comunisti’,continuò Matteo Renzi che scese in campo per rifondare la sinistra e liberarla dal ciarpame immobilizzante dei vecchi dirigenti,fino ad arrivare al governo Salvini & Di Maio che,conquistato il governo,ora promettono di liberare il popolo da ogni male,dalla disoccupazione, dall'immigrazione,dall'oppressione da parte della casta politica,da un'Europa a traino tedesco, ecc..,Una vecchia storia. 
Con Salvini e Di Maio si assiste al solito teatrino del trionfo della volontà contro la conoscenza,con tutto il seguito di velleitarismi,approssimazioni concettuali, giuramenti fatti con il rosario e la croce,diffidenze verso la conoscenza scientifica,vedi la diffusa ostilità alle vaccinazioni obbligatorie,i dubbi sulla reale obbiettività della ricerca (che forse è solo un'invenzione delle lobby di affari),e poi la diffusione di fandonie che gran parte degli elettori ancora acclama come soluzioni decisive,come l’ipotesi che la stessa opposizione destra/sinistra sia una realtà ormai superata,come superato,in un prossimo futuro,sarà lo stesso Parlamento  della repubblica,da una forma di democrazia più vera e più agile,gestita attraverso internet e la rete.
Anche oggi le idee soggettivistiche manifestano una potenza diffusiva che ricorda gli anni '30.Una deriva che può diventare pericolosa."Tanti nemici tanto onore!!" e "Me ne frego!!" grida Salvini in costume da bagno dalla costa romagnola,senza il minimo imbarazzo di citare Mussolini,col preciso intento di raccogliere a piene mani i voti della destra estrema.Tuttavia il successo elettorale di Salvini è in aumento,un po' come  negli anni '20-'30 un soggettivista di turno con le mani sui fianchi più le sparava grosse e più veniva osannato.Anche allora il parlamento democratico veniva considerato un ostacolo per la liberazione del popolo e anche allora chi si richiamava alla necessità di una dialettica e un’alternanza tra destra e sinistra era considerato un intellettuale coglione ,un residuo di un passato da mandare al macero.

Condivido l’appello di Saviano alla resistenza da parte di tutti coloro che dissentono da questo velleitarismo soggettivistico.Ma credo che per ora non sarà molto ascoltato.Le incursione del Soggettivismo nella cultura dominante della società devono prima innestarsi nel tessuto sociale,estendersi fino a complicare la propria stessa esistenza e morire,come accade ai virus.E’ nella fase della proliferazione che il virus diventa debole,quando la lotta per sottomettere la realtà ai propri deliri di potenza,diventerà mortale per il virus stesso avendo indebolito tutto l'organismo,il cui DNA,è bene ricordarlo,è l'Oggettivismo.A quel punto le innumerevoli contraddizioni ne spegneranno la vitalità e potrà essere respinto ai margini .Forse tra qualche mese,o un anno,o due..